TIFOSISANDONAJESOLO
  LA STORIA
 

DAL MARE E DAL PIAVE UN UNICO CUORE BIANCOCELESTE!

LA STORIA DEL U.S.CITTA' DI JESOLO:
 
La società in precedenza si chiamava U.S. Lido di Jesolo e ha assunto l'attuale denominazione nel 2001 con l'acquisizione del titolo sportivo dall'Associazione Calcio Sandonà 1922, acquisizione che ha consentito alla squadra di disputare il campionato di Serie D.
Al termine del campionato 2004-05 è stato ammesso in Serie C2, grazie alla graduatoria tra le vincenti dei play-off dei nove gironi.

Al termine della stagione 2009-2010 c'è lo spostamento della prima squadra a San Donà di Piave, con una nuova denominazione: la squadra  viene chiamata SandonàJesolo Calcio. La squadra si sposta a giocare allo stadio "Zanutto" a Sandonà e gioca con le maglie biancocelesti.

Al termine del Campionato di Serie D 2009-2010 c'è la fusione tra U.S.Città di Jesolo e San Donà. Enzo Pavanetto, il presidente, dichiara: "Non mi piace parlare di fusione - ripete il presidente della nuova società Enzo Pavanetto - perché di fatto non lo è. Trovo più consono parlare di progetto JesoloSandonà che dovrebbe portare in teoria più gente allo stadio. Far giocare la squadra a San Donà mi sembrava la scelta più scontata, qui a Jesolo dove ho dato tantissimo in questi anni non ho mai avuto le risposte che mi aspettavo e che potessero ripagare i miei sforzi. Siamo nel 2010 e certe atteggiamenti di campanilismo devono essere superati con un minimo di raziocinio da parte di tutti. Vedrete con i risultati, i tifosi saranno sempre di più". La squadra SanDonàJesolo giochera allo Zanutto di San Donà e la squadra vestira le maglie biancocelesti.
________________________________________________________________________________________

LA STORIA DEL SANDONA' CALCIO:

Il Sandonà nacque nel 1922 su iniziativa di un gruppo di amici. Questa squadra venne chiamata Ardita ed i colori sociali erano il bianco e nero; due anni dopo questa squadra confluì in una polisportiva la cui componente calcistica venne chiamata San Donà Football Club. Nel 1925 venne adottata la maglia bianco azzurra, ancora oggi utilizzata. A cavallo della seconda guerra mondiale la squadra partecipò alla serie C (8 campionati in 12 anni) per poi sprofondare nei campionati dilettantistici regionali. Dal 1960 al 1973 partecipa stabilmente alla Serie D, dove vi ritorna nel 1986 conquistando  nel 1994 la promozione in serie C2.Quella squadra, sotto la guida di Ezio Glerean, riuscì ad avere la meglio su squadre costruite per vincere come il Valdagno, il Treviso e il Bassano. L’anno successivo, quella stessa squadra sfiorò la promozione in serie C1, perdendo ai playoff contro il Fano (2-1 a Fano, 0-0 a San Donà); ma per tutti i tifosi la promozione sfumò a Montevarchi, quando nello scontro diretto i sandonatesi, avanti 2-0, vennero rimontati e sconfitti 4-2. In quella squadra spiccano i nomi di giocatori come Polesel , Caverzan, Striuli, De Franceschi, Cinetto, Soncin, Gotti, Meacci, Garau, Zanon, Giacomin; giocatori che negli anni a venire hanno disputato campionati di serie C, B ed alcuni di loro anche di serie A.

Nel 1995-96 più che la posizione in classifica della squadra (10°), fece scalpore il rifiuto di Polesel di andare a giocare in serie A con il Cagliari allenato da Trapattoni (“Scusami Trap, ma a Cagliari non vengo; meglio San Donà” titolava il Corriere dell Sport). Il 1996-97 fu l’anno dell’addio di Ezio Glerean che si trasferì a Cittadella, e l’arrivo in riva al Piave di un certo Fabio Bazzani (ex Venezia, Lazio, Sampdoria, Brescia) alla sua prima stagione da professionista. La squadra si salvò all’ultima giornata grazie alla classifica avulsa. Il 1997-98 segnò l’addio alla presidenza di Orfeo Granzotto dopo oltre dieci anni; a succedergli Piergiuseppe Simonetto. La squadra terminò la stagione al decimo posto, senza dare mai l’impressione di poter puntare a qualcosa di importante né di rischiare di venire inghiottita nelle zone “calde” della classifica.

Il 1998-99 fu l’anno del sogno che si avvera: una squadra costruita senza velleità di classifica, con giocatori giovani e per lo più sconosciuti, sotto la guida del tecnico Renzo Rocchi riuscì nell’impresa di conquistare la serie C1 ai Playoff superando squadroni del calibro di Rimini  (1-0 a San Donà e 0-0 a Rimini) e Triestina.

Come non dimenticare la finale giocata a Mantova, dove il Sandonà vinse grazie ad un calcio di rigore al minuto 113’ dimostrando ancora una volta come l’impossibile può diventare possibile. Quest’annata viene ricordata anche per il gemellaggio con i tifosi della Viterbese che continua tutt’oggi.

Il 1999-2000 fu l’inizio della caduta: troppo onerosa una C1 e di imprenditori pronti ad aiutare la società nemmeno l’ombra (e pensare che siamo nel ricco Nord-Est!), così la squadra venne costruita con più di un occhio al bilancio, minandone la classifica. Finimmo ultimi e la retrocessione annunciata si materializzò. Ma questa stagione non fu del tutto negativa: nacque infatti un’amicizia che divenne poi gemellaggio con i tifosi della Cremonese, compagni di sventura in questa stagione.

Il 2000-01 fu l’annus horribilis della storia della società: una squadra ancora una volta creata con sufficienza che riuscì a fare peggio della stagione precedente, ma ciò che lasciò tutti interdetti fu ciò che fece la dirigenza al termine del campionato. 

Ma proprio nel momento più buio Orfeo Granzotto scese in campo supportato da Graziano Masiero riuscendo ad ottenere (pagandolo piuttosto onerosamente) il titolo sportivo del Lido Jesolo permettendo alla nuova società Sandonà 1922 di ripartire dal campionato di Promozione dando continuità alla Storia, alla Memoria e alla Tradizione del calcio sandonatese.

Nel 2001-02 quindi il Sandonà ripartì dalla Promozione, ma con gli stessi tifosi fedeli più di prima ai colori biancocelesti. Certo non è stato facile calarsi mentalmente nella categoria, e soprattutto riuscire a costruire una squadra competitiva in un mese scarso, eppure dopo un duello testa a testa con il Breda (Tv), vincemmo il campionato ed ottenemmo la promozione in Eccellenza.

Nel 2002-03 facemmo un altro campionato di vertice che concludemmo al secondo posto a pari merito con i trevigiani dell’Asolo Fonte; allo spareggio per decretare chi delle due meritasse di accedere agli spareggi promozione giocato sul neutro di Conegliano (Tv) prevalse l’Asolo per 2-0 condannandoci ad un altro campionato di Eccellenza.

Nel 2003-04 ennesimo campionato a ridosso delle prime ed altro secondo posto, questa volta in solitaria. Accedemmo ai playoff contro i padovani del Casalserugo: 2-1 a San Donà, 1-2 a Casalserugo con i padovani che vinsero ai calci di rigore.

Il 2004-05 si apre con ambizioni di promozione ma la squadra non gira e si piazza al sesto posto tra la delusione generale.

Il 2005-06 fu l’annata più difficile con una squadra capace di ottenere nel girone di andata solo 11 punti, frutto di 1 vittoria, 8 pareggi e 6 sconfitte e destinata alla retrocessione; ma nel girone di ritorno qualcosa cambiò, tanto che la squadra cominciò a girare riuscendo nel piccolo miracolo di salvarsi.

Il 2006-07 è il campionato del ritorno in serie D, dopo una stagione giocata punto a punto con l’Asolo Fonte (Tv) e l’Edo Mestre (Ve). Un intero campionato non bastò a decretare la squadra campione: infatti a quota 57 vi erano sia il Sandonà che l’Asolo: fu necessario uno spareggio.

Il 6 Maggio a Quinto di Treviso davanti a 2000 persone Sandonà ed Asolo si diedero battaglia per 90 minuti; alla fine vinse il Sandonà 2-1 riconquistando ciò che nel 2001 gli fu portato via.

La stagione 2007-08 doveva essere di transizione, invece si è trasformata in un inferno: a campionato iniziato viene annunciato l'ingresso in società di un nuovo socio: quel Luigi Gallo il cui nome si cela dietro ai fallimenti di Venezia Genoa e Torino tra le tante. In meno di un mese della rosa che conquistò la Serie D rimasero in 2, della rosa che cominciò il campionato solamente in 5. Venne chiamato a rattoppare la barca Gianni Petrollini, il quale riuscì a formare una squadra, seppur con evidenti limiti. A Gennaio qualcosa però cambia: la squadra comincia a vincere, e con l’uscita di scena di Gallo la sorte sembra mutare. Nonostante in molti chiedano soldi alla Società, e nonostante una settimana di sciopero degli stessi giocatori, la squadra termina il campionato a quota 42 punti. Non ottiene la salvezza matematica, ma comunque ottiene due possibilità di salvarsi: la prima, lo spareggio salvezza con la Sanvitese , la spreca perdendo 4-1; si è così costretti a giocarsi i Playout contro il Montecchio Maggiore . Dopo l’1-1 dell’andata la squadra si scioglie come neve al sole, il Montecchio ha vita facile ed espugna lo Zanutto per 3-0, condannando i biancocelesti alla retrocessione. Nella stagione seguente la squadra viene ripescata in serie D, dove, dopo un bel girone di andata, sembra destinata quantomeno a disputare i playoff. Purtroppo non facevamo i conti con la solita situazione societaria: organigramma inesistente, debiti sempre presenti e montagne di promesse mai mantenute; quanto basta per un girone di ritorno da incubo, con solo 7 punti conquistati frutto di una vittoria e 4 pareggi. Tanto basta per terminare il campionato al penultimo posto e retrocedere in Eccellenza. La stagione 2009-2010 si apre con l'iscrizione della Squadra al campionato di Eccellenza e il susseguente passaggio di società ad una serie di imprenditori locali. Sembrava che tutto si fosse risolto ed invece, per il terzo anno consecutivo, Gennaio porta con se la realtà fatta di debiti e promesse mai mantenute; ma soprattutto, i tifosi perdono quello che per loro era il simbolo della loro battaglia contro la Società: lo Stadio Zanutto. L'8 Febbraio 2010 resterà nella storia: per la prima volta il Sandonà schiera in campo la formazione Juniores, in segno di protesta per le mensilità mai retribuite ai giocatori. Tutto questo porterà alla terza retrocessione consecutiva e alla discesa in Promozione, con la Società prossima al fallimento. Negli stessi giorni il Presidente del Città di Jesolo Enzo Pavanetto annuncia di voler spostare la sede della Società a San Donà, restituendo quindi alla Città quel titolo che gli fu portato via nel 2001. E' la nascita del SandonàJesoloCalcio, che, con i colori biancocelesti, e il gradito ritorno dello Stadio Zanutto, si appresta a disputare il Campionato di Serie D.